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L’occupazione, la qualità del
lavoro e la
Revisione della Politica
Agricola Comunitaria
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LE PROPOSTE DI FLAI-CGIL, FAI-CISL E
UILA-UIL
Premessa
Le Segreterie Nazionali FLAI-CGIL,
FAI-CISL e UILA-UIL ritengono che la risorsa lavoro sia una delle
componenti più rilevanti della filiera agroalimentare:
- sia dal punto di vista
“quantitativo” per il contributo fornito al valore aggiunto
generato,
- sia da quello “qualitativo” in
quanto le risorse umane sono lo strumento di attuazione dei nuovi
indirizzi ed obiettivi della filiera, dei nuovi prodotti e
dell’adozione delle nuove tecniche e processi di produzione.
Per tali ragioni la risorsa lavoro
deve rappresentare uno dei pilastri della politica agricola comune.
Mid Term Rewiew e lavoro: il
problema
Le Segreterie Nazionali FLAI-CGIL,
FAI-CISL e UILA-UIL ritengono in primo luogo che uno dei principali
obiettivi della Revisione di medio termine, vale a dire la riduzione
dello squilibrio tra i due Plastri, attraverso la modulazione, è
ampiamente disatteso. Le risorse destinate allo
sviluppo rurale
mantengono una quota residuale anche a fine percorso (2013) e non si
promuove alcun raccordo tra le due sezione del Feoga.
Le risorse destinate allo sviluppo
rurale, inoltre, con l’introduzione dei capitoli dell’audit aziendale,
della qualità e del benessere animale, risultano frazionate su un
numero più esteso di misure. Ciò comporta, di fronte ai numerosi
percorsi di sviluppo rurale che si profilano, la necessità, da parte
delle autorità locali, di finalizzare maggiormente le strategie di
sviluppo, concentrando le risorse su un numero più limitato di
interventi.
Nulla è detto nel documento proposto
sulla ecocondizionabilità
(cross-compliance), quale
elemento obbligatorio della nuova Pac, in vista della revisione degli
aiuti agroambientali oggi in vigore, per concentrare le risorse sulle
misure che consentono il raggiungimento di un effettivo e misurabile
valore aggiunto dal punto di vista ambientale (inquinamento delle
falde, evoluzione delle malattie professionali, presenza di sostanze
nocive nei prodotti agricoli, tasso di fertilità dei suoli…).
La Revisione di medio termine non
affronta i problemi riguardanti i principali prodotti mediterranei e
lo zucchero, rimandando alle riforme delle relative Ocm. Per i settori
esclusi dal pagamento disaccoppiato (es.
aziende ortofrutticole),
dovrebbe essere preventivamente affrontato il problema della riforma
delle rispettive Ocm, in modo da poter integrarlo nel quadro della
nuova Pac.
Le proposte di revisione della PAC
toccano direttamente il sistema degli aiuti e le regole di gestione
dei mercati agricoli, ma nulla dicono rispetto agli effetti che si
verificheranno sul versante occupazionale. Peraltro, gli stessi studi
svolti internamente dalla Commissione o affidati ad istituti esterni,
hanno evitato di approfondire le implicazioni e gli impatti della
riforma sull’occupazione agroalimentare.
Esiste pertanto una scarsa
considerazione del lavoro rispetto al ruolo effettivo ricoperto nella
filiera. Questo è motivo di forte preoccupazione per il sindacato ma
dovrebbe essere un problema per tutti i Governi europei.
FLAI-FAI-UILA ritengono che nel
quadro di una PAC che punta al disaccoppiamento degli aiuti dal
prodotto, occorre puntare all’accoppiamento della PAC al lavoro.
Prime indicazioni propositive
FLAI-FAI-UILA hanno avviato in queste
settimane un confronto con tutti i sindacati agro-alimentari europei
per definire una serie di proposte che alla luce delle considerazioni
esposte modifichino e integrino le scelte formulate dalla Commissione.
Sul tema specifico del lavoro lo schema preliminare di intervento
sulla proposta Fischler trasmesso dal Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali risulta insufficiente e lacunoso.
Di seguito FLAI-FAI-UILA avanzano le
proposte di merito che ritengono indispensabili per la salvaguardia
della occupazione e la valorizzazione del lavoro nella nuova PAC.
Aspetti generali
Nell’ambito dei “considerando” elencati
all’inizio del regolamento orizzontale è necessario inserire
riferimenti specifici al lavoro al fine di coprire la lacuna
attualmente presente, e rendere evidente il ruolo che il lavoro svolge
nella filiera.
In particolare si richiede di inserire:
1. nel considerando (22) come obiettivo
da perseguire anche la conservazione dei livelli occupazionali;
2. nei considerando settoriali (dal n.
32 al n. 35) tra le finalità, anche il consolidamento dei livelli
occupazionali generati direttamente e indirettamente dalla coltura;
3. un considerando
ad hoc
per il lavoro: “in considerazione dei rilevanti livelli occupazionali
assicurati dalle filiere agroalimentari gli interventi dovranno
evitare di indurre impatti traumatici, specie nelle aree marginali, e
dovranno introdurre – ove possibile – dei condizionamenti specifici al
consolidamento dei bacini occupazionali di filiera”.
Misure orizzontali
Condizionalità, Titolo II, Capitolo 1
FLAI-FAI-UILA ritengono necessaria
l’introduzione di una
condizionalità specifica legata ai livelli occupazionali.
Qualora i livelli occupazionali siano inferiori a quelli del triennio
di riferimento (ciò potrebbe essere verificato sempre impiegando i
criteri e gli standard definiti in precedenza per l’aiuto specifico
speciale) deve essere applicata, ai sensi dell’art. 6, una riduzione
del pagamento (es. proporzionale alla riduzione dell’occupazione).
Le risorse così recuperate dovranno
essere destinate ad incrementare l’aiuto unico delle aziende che, al
contrario, incrementano l’impiego di lavoro.
Anche in questo caso tale principio deve
essere inserito nel regolamento.
Deve essere inoltre inserita una
specifica condizionalità che
subordini l’erogazione del pagamento al rispetto dei contratti
collettivi di lavoro e alle leggi sociali.
Sistema di consulenza aziendale,
Capitolo 3
Al fianco della consulenza è necessario
inserire strumenti formativi a supporto delle acquisizione delle
competenze necessarie da parte del lavoratore.
La formazione professionale in una PAC
che punta alla qualità assume valore fondante.
Aiuto unico disaccoppiato –
correttivi per le aree interne e protette
Al fine di evitare l’abbandono delle
agricolture più deboli in particolare di quelle delle aree
svantaggiate si propone l’introduzione di un regime di pagamenti
addizionali a finalità compensativa.
Altri aspetti
Per garantire la massima efficacia dei
nuovi obiettivi ed orientamenti della PAC, occorre esprimere un salto
di qualità anche nella gestione dei rapporti con gli altri Fondi
comunitari. In particolare:
- con il FSE, per supportare
sinergie nello sviluppo di attività di formazione e divulgazione
specificamente alle nuove competenze che verranno richieste alle
risorse umane della filiera agroalimentare in relazione
all’attuazione della revisione di Agenda 2000 (es. aspetti
innovativi dello sviluppo rurale come qualità dei prodotti,
rintracciabilità, certificazione, promozione, ecc. richiederanno
nuove competenze professionali e una forte riqualificazione);
- con il FESR per gli interventi
territoriali e infrastrutturali prima di tutto.
Per ottenere tale risultato
FLAI-FAI-UILA sono impegnate a:
1. richiedere un tavolo/conferenza con
le DG competenti;
2. prevedere la definizione di uno
specifico “piano integrato agroalimentare” in attuazione della riforma
PAC, nell’ambito della prossima programmazione che coinvolga tutte le
regioni d’Europa. |