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Nota di
orientamento delle Segreterie Nazionali Fai-Flai-Uila per il rinnovo dei
Contratti Provinciali di Lavoro degli Operai Agricoli e Florovivaisti
Premessa
La campagna dei rinnovi dei CPL si svolgerà in un periodo (1° semestre
2008) in cui la nuova Politica Agricola Comunitaria avrà prodotto i suoi
primi effetti.
Il “disaccoppiamento” degli aiuti comunitari della produzione comporterà
in alcuni casi abbandono di intere colture, in altri il passaggio a
colture diverse con conseguente “dumping” rispetto alle aziende
preesistenti, in altri ancora compravendita di “titoli” con i fenomeni
degenerativi già sperimentati (ad esempio le quote-latte).
In tutti i casi è prevedibile una costante: quella della riduzione
dell’occupazione.
Come sempre accade nei periodi di crisi occupazionale il pericolo di un
abbassamento del livello medio di tutela dei lavoratori è reale.
Fai-Flai-Uila per contrastare efficacemente i pericoli innanzi richiamati
hanno adottato una strategia a livello nazionale traguardata ai seguenti
obiettivi:
- ottenere il disaccoppiamento parziale e graduale per evitare drammatiche
crisi occupazionali e favorire, con adeguate politiche nazionali (ad
esempio i piani di sviluppo rurale) la riconversione verso la qualità e la
polifunzionalità di settori ed aziende. Tale iniziativa, concertata anche
con i Sindacati degli altri Paesi del Mediterraneo ha avuto un primo esito
positivo per quanto riguarda l’OCM ortofrutta, dove è concentrata per il
60-70% l’occupazione italiana;
- costruire “condizionalità” forti per l’accesso agli aiuti comunitari. In
tal senso la corretta applicazione del Documento Unico di Regolarità
Contributiva (Durc) dal 1 luglio 2007 rappresenta uno strumento decisivo
per l’emersione e per la tutela del lavoro;
- riformare gli ammortizzatori sociali per rafforzare le tutele esistenti
da una parte, e costruirne di nuove dall’altra. Il confronto in atto con
il Governo al riguardo è arrivato ai primi risultati positivi
relativamente ai trattamenti DS (superamento delle fasce, indennità al 40%
per le giornate di occupazione, cumulo lavoro agricolo-extragricolo, anno
contributivo pieno ai fini pensionistici) ed alla riforma della Cassa
Integrazione (estesa anche ai casi di crisi settoriali e/o territoriali,
ristrutturazioni e riconversioni aziendali per la durata massima di due
anni). L’acquisizione effettiva di tali risultati andrà verificata sulla
base dei testi legislativi che il Governo predisporrà e sull’andamento
dell’iter parlamentare che ne seguirà;
- la riforma della contribuzione sociale per orientarla a “premiare”
principalmente il fattore occupazione anziché le condizioni geografiche di
“svantaggio”. Su tale questione il confronto di merito con le
Organizzazioni datoriali ed il Governo è ancora tutto da avviare.
In questo quadro il rinnovo dei CPL rappresenta un momento decisivo per
posizionare il controllo del Sindacato sui processi in atto e/o futuri e
per rafforzare la tutela dei lavoratori su elementi qualificanti.
Le indicazioni che seguono rappresentano un contributo della Segreterie
Nazionali all’approfondimento unitario che andrà fatto a livello
periferico in rapporto alle concrete dinamiche territoriali e che dovrà
portare alla predisposizione delle “bozze”, da sottoporre all’approvazione
dei lavoratori, e poi delle piattaforme definitive da inviare alle
controparti entro i tempi stabiliti dal CCNL (30 giugno 2007 per la
disdetta, 30 settembre 2007 per l’invio delle piattaforme).
A) Tempi dei rinnovi
I rinnovi precedenti sono stati caratterizzati spesso da tempi lunghi di
trattativa e da altrettanto lunghe carenze contrattuali. Se il fenomeno
dovesse ripetersi il danno per i lavoratori sarebbe doppio: perdita di
salario e riduzione degli importi delle prestazioni temporanee perché
legate al salario contrattuale e non più al salario medio convenzionale.
Occorrerà, perciò, fin dalle piattaforme evidenziare alle controparti la
necessità imprescindibile di evitare carenze contrattuali ed orientare i
lavoratori ad essere pronti ad eventuali iniziative al riguardo.
B) Bilateralità
Il Contratto Nazionale ha ulteriormente rafforzato gli strumenti
bilaterali relativi alle relazioni sindacali, alla formazione
professionale, alla sicurezza ed al mercato del lavoro.
Su tali aspetti è opportuno effettuare un’attenta verifica sul loro
funzionamento. Per i prossimi rinnovi rivestono invece significativa
rilevanza due problematiche nuove, la formazione ed il mercato del lavoro.
Formazione – L’impegno assunto dal Governo di dare positiva soluzione,
nell’ambito del provvedimento legislativo citato in premessa, al problema
dell’applicazione anche per gli operai dell’aliquota dello 0,30 per la
formazione continua, conferisce maggiore sostanza al ruolo di For.Agri,
che ha già avuto l’autorizzazione ad operare da parte del Ministero del
Lavoro. Le risorse che prevedibilmente affluiranno a For.Agri a regime,
difatti, saranno molto consistenti. Consapevoli del fatto che la funzione
principale di For.Agri non è quella di predisporre progetti, bensì quella
di finanziare progetti aziendali e/o territoriali che affluiscono dalla
periferia, occorrerà definire modalità e strumenti con cui le Parti
sociali comunemente promuovono progetti di formazione ed avanzare idonee
proposte nelle piattaforme.
Mercato del lavoro – La proposta Fai-Flai-Uila, avanzata nel convegno
nazionale dell’8 novembre 2006, di istituzione presso le Amministrazioni
Provinciali e dei collegati Centri per l’Impiego di Organismi tripartiti
preposti al governo del mercato del lavoro agricolo ha incontrato
l’assenso anche di Confagricoltura-Coldiretti-Cia ed è stata perciò
comunemente presentata al Governo che, condividendola, l’ha demandata per
competenza alle Regioni per l’applicazione.
Il rinnovo dei CPL può essere l’occasione per un impegno comune al
riguardo, purché da subito ci sia una iniziativa istruttoria nei confronti
delle Amministrazioni Provinciali e Regionali che prepari il terreno ad
una soluzione positiva.
E’ del tutto evidente, difatti, come l’Organismo tripartito possa essere
lo strumento attraverso il quale il Sindacato recupera un ruolo in materia
di mercato del lavoro, che oggi è patrimonio esclusivo delle aziende e
degli intermediari non autorizzati (caporali).
Vi ricordiamo infine che l’art. 17 del CCNL demanda ai CPL il compito di
definire le modalità per l’esercizio del diritto alla riassunzione. E’
indispensabile che tutti i CPL perciò stabiliscano tali modalità al fine
di garantire l’esigibilità piena del diritto.
C) Aspetti di costo
La situazione difficile in cui si colloca la campagna di rinnovo dei CPL
consiglia di non disperdere le richieste di natura economica su aspetti
numerosi, bensì di concentrarle su due aspetti fondamentali:
aumenti salariali: l’andamento dell’inflazione, il depauperamento dei
redditi da lavoro dipendente evidenziano la necessità di un forte ed
adeguato recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni. E’
consapevolezza di tutti che tale recupero non possa avvenire solo per via
contrattuale, bensì attraverso il concorso di più canali (contribuzione,
fisco, servizi, ecc.); ma appartiene comunque alla convinzione di tutti
che la leva della contrattazione collettiva possa e debba assolvere ad una
funzione decisiva al riguardo. Per queste considerazioni le richieste di
aumento salariale vanno individuate assumendo i parametri dell’andamento e
delle prospettive del settore nella realtà provinciale e della necessità
di ricostituire i valori del salario reale;
premio di risultato: il CCNL rinnovato ha introdotto una modifica
importante al riguardo, cioè quella di potere istituire il premio anche
per settore merceologico.
Ciò consente di poter estendere l’applicazione di tale istituto
individuando, per esempio, uno o più settori “di punta” nella realtà
provinciale (per redditività, competitività, ecc.) e limitando ad essi
l’erogazione di un premio di risultato.
In tal modo si può aprire una fase nuova, in cui l’applicazione del premio
può assumere una certa rilevanza anche nel settore agricolo.
Vi sono alcuni CPL che hanno definito, in alcuni casi salario inferiori al
minimo nazionale della terza area, in altri un’articolazione eccessiva dei
livelli di inquadramento per la stessa area. Il rinnovo deve essere
l’occasione per riportare dentro il minimo nazionale i salari inferiori e
per superare la proliferazione eccessiva dei livelli.
In proposito vi sottolineiamo inoltre che il CCNL ha superato fin dal 1995
le cosiddette “tariffe per le operazioni di raccolta” che alcuni CPL hanno
invece mantenuto e che vanno perciò definitivamente superate e ricondotte
dentro il sistema retributivo del CCNL.
Le considerazioni innanzi richiamate sono funzionali a evitare una
penalizzazione delle prestazioni temporanee e pensionistiche che come già
detto dal 1 gennaio 2006 sono rapportate ai salari contrattuali.
Infine permangono in parecchie realtà esigenze di razionalizzazione delle
tabelle salariali, che non rappresentano elementi di costo, ma che sono
necessarie per una maggiore trasparenza e comprensione. Il primo aspetto è
relativo al conglobamento, previsto dal CCNL, delle diverse voci salariali
(paga base + contingenza + edr + ex salario integrativo) ai fini di una
corretta individuazione del salario contrattuale di qualifica, su cui si
calcolano le prestazioni previdenziali ed assistenziali dei lavoratori, e
che non tutti i CPL hanno effettuato.
Il secondo aspetto riguarda lo scorporo del TFR dal salario lordo dei
lavoratori avventizi, che va attuato in tutte le province, sia per evitare
trattenute previdenziali e contrattuali sovradimensionate ai lavoratori,
che per consentire agli stessi facilità di accesso al Fondo di previdenza
complementare.
Il terzo aspetto riguarda la composizione e l’utilizzo delle nuove tabelle
salariali. Sulla base delle considerazioni precedenti è opportuno
concordare, in sede di rinnovo dei CPL, tabelle semplici e trasparenti,
che possono essere organizzate con le seguenti voci:
- per gli OTI: salario contrattuale – scatti di anzianità – salario lordo
– trattenute previdenziali e contrattuali;
- per gli OTD: salario contrattuale – 3° elemento – salario lordo –
trattenute previdenziali e contrattuali – TFR.
Le tabelle concordate possibilmente secondo il precedente schema vanno
sottoscritte da tutte le Parti e depositate presso la sede dell’Inps e
dell’Ufficio del Lavoro e diventeranno così la base su cui, da una parte
verificare il rispetto dei salari contrattuali da parte delle aziende,
dall’altra liquidare correttamente le prestazioni ai lavoratori.
Naturalmente ogni Provincia, in rapporto al sistema retributivo definito
nel CPL da rinnovare, sceglierà le richieste da avanzare in piattaforma
sui tre aspetti innanzi richiamati.
D) Tutele sociali
Può essere un capitolo qualificante della piattaforma e dei rinnovi, che
può avere un impatto sociale rilevante con ricadute di costo molto
contenute o addirittura nulle.
In questo senso le questioni di maggiore importanza ci sembrano essere la
tutela della maternità/paternità e le misure per l’integrazione dei
lavoratori immigrati.
Maternità – paternità: l’assoluta preponderanza del lavoro a tempo
determinato nel settore è la causa principale del non riconoscimento di
fatto a madri e/o padri dei permessi retribuiti previsti dalla
legislazione vigente per la cura dei figli.
E’ opportuno avanzare in piattaforma proposte finalizzate all’esercizio
effettivo di tale diritto.
Parimenti si può
richiedere la concessione di una giornata di permesso retribuito al padre
per il giorno del parto per coinvolgerlo nella cura dei figli fin dalla
nascita.
Lavoratori immigrati: è opportuno puntare su proposte che ne favoriscono
l’integrazione.
In questo senso l’utilizzo delle 150 ore per corsi di alfabetizzazione in
italiano e/o per corsi di cultura generale sulla situazione del nostro
Paese, da concordare con le Istituzioni locali e scolastiche; l’impegno
comune della Parti a sensibilizzare le Autorità locali sul problema
abitativo e sui problemi scolastici dei figli; la traduzione linguistica
dei CPL e di materiali informativi sulla sicurezza possono rappresentare
primi segnali importanti di attenzione.
E) Conclusioni
Le indicazioni dinanzi illustrate possono essere un contributo utile alla
definizione delle piattaforme, che restano di esclusiva pertinenza delle
strutture provinciali.
Può essere anche opportuno un raccordo a livello regionale finalizzato ad
evitare che tra le piattaforme provinciali della medesima regione non vi
siano significative disparità, in particolare sulle richieste economiche,
il che potrebbe creare problemi relativamente alle trattative ed ai
rinnovi.
Il medesimo raccordo può essere stabilito per monitorare l’andamento delle
trattative e la eventuale conclusione dei negoziati.
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