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Coordinamento
regionale sulla contrattazione integrativa in agricoltura.
Bologna 12 luglio 2007 - Relazione Stefano Mazzotti.
Premessa:
IL 31 dicembre del 2007, non sono in scadenza solo i contratti provinciali
del settore privato, ma scado anche i contratti provinciali/settoriali
della cooperazione.
Siamo tutti consapevoli ci
sono delle differenze sia nelle struttura che nel ruolo e della
contrattazione integrativa tra i privati e la cooperazione, ma il
rafforzamento, l’innovazione, della contrattazione di secondo livello in
agricoltura, fermo restando quanto viene demandato dal CCNL di
riferimento, è una esigenza irrinunciabile.
Rafforzamento ed innovazione
della contrattazione determinata dallo scenario profondamente cambiato
rispetto a quattro anni fa: A partire dagli effetti della riforma dell’OCM
zucchero, soprattutto sulla occupazione per l’intera filiera.
Alla Riforma OCM, ortofrutta, dove l’atteggiamento ingiustificato e
corporativo assunto dalla Coldiretti, può mettere in discussione un
percorso condiviso da tutti i soggetti della filiera ortofrutticola, che è
stato tracciato con l’accordo nazionale del 4 luglio scorso.
Quel percorso condiviso che
porti al Patto di filiera, per rilanciare l’agroalimentare della nostra
regione attraverso la qualità delle produzione e la qualità del lavoro.
Come per quanto riguarda la
riforma dell’ OCM vino, che anche se modificata negli ettari estirpabili,
passando dai 400.000 previsti inizialmente ai 200.000.
Processi di riconversione,
riorganizzazione e ristrutturazioni di intere filiere e comparti:
soprattutto nel mondo cooperativo, ortofrutta,( agrintesa e apofruit) e
vitivinicolo,avicolo(pollo del coampo/amadori) hanno messo in luce
l’esigenza di rafforzare ed innovare sia il modello, sia i contenuti
contrattuali
Legge 81 del 2006. che con
il superamento del SMC, rende più stringente il rapporto tra prestazione
lavorativa e relativo trattamento economico.
Sempre in riferimento alla
legge 81 del 2006 va esteso dove non è previsto, per via contrattuale,
l’esigibilità dell’anticipazione da parte del datore di lavoro delle
prestazioni di malattia, infortunio, cassa integrazione e assegni
familiari.
Riforma della previdenza,
mercato del lavoro in agricoltura.
Previdenza complementare.
La legge finanziaria del 2007), comunicazione d’assunzione il giorno
prima, il DURC e la definizione degli indici di congruità.
La riforma previdenziale e assistenziale( avviso comune sommerso),
superamento delle fasce occupazionali.
Lo scenario regionale:
PLV Regione E.R. ANNO 2006
+2.6% rispetto anno 2005.
Pari ad un valore di
3.555,28 milioni di €.
Andamento comparti:
coltivazioni erbacee( cereali, patate e ortaggi, piante industriali,
barbabietole) - 5.6%
coltivazione arboree (frutta) +17%
produzioni vegetali + 4%
produzioni zootecniche +1%.
PLV. 2006 +2.6% positivo ma ancora inferiore alla media ultimi cinque,
anni.
Redditività imprese agricole
E. R.
Anno 2006 Reddito netto
aziendale + 7%
Valore aggiunto +2.6%
Significativi risparmi:
impiego manodopera ???????????
Costi affitti terreni.
Comparti:
seminativi: valore aggiunto +12%
reddito netto aziendale +50%
ricavi +2%
vitivinicolo: valore
aggiunto +17.3%
reddito netto aziendale +50%
ricavi +7%
Ortofrutta valore aggiunto
+28%
Reddito netto aziendale +52%
Allevamenti bovini
latte:valore aggiunto –15.6%
Reddito netto aziendale –21.5%
In quattro anni imprenditori hanno perso circa la metà del proprio
reddito.
DIMENSIONE IMPRESA:
a livello nazionale le imprese agricole sono diminuite nel periodo 2000
/2005 del 20% circa.
Mentre la corrispondente riduzione della SAU è pari al 2.7%.
Conseguenza aumento della dimensione media aziendale che passa da 6.1 a
7.4 ettari.
OCCUPAZIONE IN EMILIA
ROMAGNA
occupazione complessiva
Emilia Romagna +2.5% rispetto anno precedente, a livello nazionale +1.9%.
tasso di disoccupazione E.R. 3.4% 2006 rispetto al 3.8 del 2005.
Nazionale: anno 2006 6.8% anno 2005 7.7%.
Alla crescita occupazionale
si è accompagnato un aumento dei contratti a tempo parziale ed a termine
pari al rispettivamente del 6.4% e 9.7%.
OCCUPAZIONE AGRICOLA.
A livello nazionale +3.7%
complessiva.
Lavoratori autonomi –0.9%
Lavoratori dipendenti +8.9%
A livello Regionale:
occupazione agricola complessiva anno 2006 -1.2%
Lavoratori autonomi – 3.4%
Lavoratori dipendenti + 4%
Trend sostituzione lavoro autonomo con quello dipendente.
Immigrati in agricoltura:
anno 2005 rispetto anno 2004 +9%.
Media nazionale +14.5%.
Impiego immigrato in agricoltura. Colture arboree 52%
Colture ortive 18.4%.
Il 74.4% di lavoratori immigrati viene assunto con contratto di lavoro
stagionale, ed adibito per il 59.4% alle operazioni di raccolta, il 25.6%
alla cura e manipolazione delle colture e circa l’11% alla attività
zootecnica.
Industria alimentare:
PLV. ANNO 2006 +2.3% REGIONE Emilia Romana
PLV. ANNO 2006 +1.5% NAZIONALE.
Saldo occupazionale 2006 +
270 lavoratori
In riferimento alla
contrattazione provinciale per gli operai agricoli privati c’è il
documento unitario quale contributo delle segreterie nazionale per la
definizione delle piattaforme sui punti:
Tempi di rinnovo:
carenza contrattuale incide
oggi non solo sul salario ma anche sulle prestazioni temporanee.
Nuovo articolato CCNL (
osservatorio nazionale andamento rinnovi CPL. e intervento per rimuovere
ostacoli al rinnovo.)
Formazione:
contributo 0.30 formazione
continua.
Definizione nei CPL. modalità e strumenti per la promozione di progetti
formativi.
Mercato del lavoro.
Iniziativa di sostegno della
nostra proposta condivisa dalle OO.SS. in merito al governo del mercato
del lavoro.
Tutele sociali:
tutela maternità e
paternità.
Questione maternità
facoltativa.
Permessi giornalieri(allattamento)
Permessi figli portatori di andicap.
Giornata di permesso per il
padre.
Lavoratori immigrati utilizzo 150 ore per corsi di alfabetizzazione.
Salario contrattuale.
In considerazione del ruolo cha ha la contrattazione provinciale nel
settore privato, la richiesta economica si deve porre l’obbiettivo di un
aumento dei salari reali, superando il riferimento della sola inflazione
avendo come punto di riferimento:
• Andamento e prospettive del settore a livello provinciale.
• Le piattaforme dei rinnovi dei CCNL presentate e in fase di discussione:
Alimentazione 7.4%
Ortofrutta complessivamente 8.1% (6.3% + 1.8%).
Fermo restando questi principi ed elementi la richiesta non può che
partire dalla richiesta fatta nella precedente contrattazione provinciale.
Salario integrativo:
la possibilità di definire
un premio per settore merceologico può aprire nuove opportunità quali:
• Applicazione norma contrattuale.
• Specificità provinciale.
• Specificità settoriale.
CONTRIBUTO DELLE SEGRETERIE REGIONALI ALLA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA
IN AGRICOLTURA.
nostro avviso la
contrattazione integrativa sia quella provinciale che quella aziendale va
sviluppata sui seguenti temi:
• Relazioni industriali.
• Classificazione.
• Mercato del lavoro.
• Cassa extra-legem.
• Salute e sicurezza.
Perseguendo i seguenti
obbiettivi:
Relazioni industriali a
livello provinciale.
• Costituzione osservatorio agroalimentare.
Che si relazioni con quello nazionale e regionale.
Che assolva ai compiti definiti nel CCNL e eventualmente ne integri
altri soprattutto sui temi legati, definizione dei PRIP in relazione al
PRSE, politiche attive per il lavoro, formazione continua, governo e
mercato del lavoro.
Mercato del lavoro:
Oltre che evitare l’inserimento di articolati non demandati dalla
contrattazione nazionale in materia di mercato del lavoro, ancorché
previsti dalla legge 30/2003.utilizzare l’osservatorio provinciale
agroalimentare al fini di:
• Programmare il fabbisogno lavorativo italiano e immigrato.
• Consolidare l’occupazione attraverso l’esercizio della riassunzione
anche attraverso le convenzioni aziendali e a livello provinciale,
utilizzando gli elenchi anagrafici, anche in previsione del superamento
delle fasce occupazionali, trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo
indeterminato.
• Qualificazione del lavoro attraverso percorsi formativi.
• Emersione lavoro nero, partendo dalle norme contrattuali, legislative,
dai protocolli d’intesa( nazionali e territoriali).
Classificazione.
Da una analisi fatta sul sistema classificatorio realizzata nella
contrattazione integrativa provinciale sia privata che cooperativa emerge
in modo chiaro che la mancanza di profili professionali nei CCNL di
riferimento, ha portato:
nel movimento cooperativo, che diversi profili professionali, es.
carellisti, cernitici, macchiniste, sono state inquadrate in più livelli,
in alcuni casi 4/5,tra gli operai comuni, qualificati e specializzati.
Mentre nell’agricoltura privata nella terza area professionale
( parametro 100), si nota una forte espansione dell’operaio comune.
Al fine di tentare una
armonizzazione del sistema classificatorio nella nostra Regione nella
contrattazione integrativa nel settore agricolo, si potrebbe individuare a
livello regionale, una serie di profili professionali nelle tre aree,
comuni,qualificati e specializzati,anche per comparto o filiera, che
rappresenti un punto di riferimento per tutta la contrattazione
integrative del settore.
Previdenza complementare:
Esigibilità del diritto
nella cooperazione.
Nuova fascia occupazionale 104 gg.
Cassa extra legem.
• Applicazione di quanto previsto dai CCNL in materia di integrazione di
malattia e infortunio, anche in previsione di quanto previsto nel rinnovo
del CCNL del 6 luglio 2006 art. 90.
Salute e sicurezza.
Evitare la monetizzazione dei rischi, introducendo norme cogenti in
funzione della definizione di apposite mappe di rischio e delle
conseguenti azioni di protezione, prevenzione e sorveglianza.
• Istituzione del delegato di bacino in agricoltura per le imprese aventi
un numero di dipendenti non superiore a ……
Contrattazione integrativa
aziendale/gruppo
Relazioni industriali.
informazione e confronto
preventivo su:
• Applicazione CCNL.
• politiche industriali e commerciali.
• Investimenti.
• Appalti e terziarizzazioni
• Processi di ristrutturazione e riconversioni.
• Formazione.
• Sicurezza del lavoro.
• Sistema classificatorio.
• Orario di lavoro e flessibilità
Evitare deroghe
CCNL.
Definizione orario settimanale ordinario.
Definizione orario giornaliero ordinario.
Definizione limite massimo orario giornaliero/settimanale.
• Salario variabile(produttività)
Al livello di sito:
oltre gestione materie definite a livello di gruppo, contrattazione su:
• Organizzazione del lavoro,
• Consolidamento e qualificazione occupazione:
convenzione aziendale/gruppo sulle giornate fatte.
organici aziendali
calendari annui
passaggi di qualifica
• Orario di lavoro e flessibilità
Reale contrattazione degli orari di fatto.
• Salario variabile.
Piano operativo:
Al fine di assicurare una
adeguata coesione nella gestione delle diverse fasi de negoziati, si
ritiene opportuno:
• Definire a livello
Regionale un coordinamento se possibile unitario, o comunque come FLAI,con
tutte le strutture territoriali, con compiti di indirizzo e vigilanza
sulla contrattazione integrativa, sin dalla definizione delle proposte
contrattuali, che operi anche sia in stretto rapporto con la cabina di
regia costituita a livello nazionale.
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