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 EMILIA ROMAGNA

 

CPL CONTRATTAZIONE PROVINCIALE IN AGRICOLTURA

 

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 RAVENNA - PIATTAFORMA 2007 - 28.9.2007


PIATTAFORMA RINNOVO C.P.L. AZIENDE AGRICOLE PRIVATE

PROVINCIA DI RAVENNA

PREMESSA

Lo scenario della agricoltura ravennate ci riporta l’immagine di un settore in profonda evoluzione che fatica ad attrezzarsi rispetto alle sfide che il mercato globale, la diminuzione degli aiuti pubblici e la crisi energetica prospettano. Il nostro sistema agroalimentare rappresenta tutt’oggi una eccellenza in ambito regionale e nazionale e, per rimanere tale, deve fare i conti con l’eccessiva frammentazione del sistema agricolo, costituito da un rilevante numero di aziende con ridotte dimensioni in termini superficie (media intorno ai 6/7 ettari), l’età media degli imprenditori agricoli che per la ns. provincia si aggira sui 60 anni, l’aumento dei costi di produzione dovuti al costo dell’energia, la difficoltà di proporre le proprie distintività sui mercati internazionali, la diminuzione del grado di integrazione delle filiere agroalimentari, l’eccessivo peso della logistica nella determinazione del prezzo del prodotto e un impegno insufficiente verso la ricerca di nuove varietà colturali e dei mezzi di produzione, causato da una difficoltà di integrazione tra università, enti di ricerca e produzione.

La revisione PAC, le OCM approvate in seguito e la revisione di medio termine della stessa PAC, prevista per il 2008, rendono ancora più urgente la soluzione delle criticità evidenziate.

Il pagamento unico aziendale, il disastro della OCM zucchero, la nuova OCM ortofrutta, la prossima OCM vino sono sfide che possono essere vinte.

I dati diffusi dall’Osservatorio Agroalimentare Regionale per l’anno 2006 fanno registrare un certo ottimismo nella capacità di reagire del nostro sistema. A fronte di un aumento della PLV del 2,6% si registra un aumento del reddito netto aziendale che va dal 52% dell’ortofrutta, al 50% del vitivinicolo e al 50% per i seminativi.

La nuova opportunità delle colture no food, in particolare quelle agroenergetiche, offrono una alternativa valida alla coltura della barbabietola, lo stesso è per i seminativi, in particolare il grano, che offre una buona marginalità a fronte di consistenti aumenti del prezzo dovuti ad una maggiore domanda mondiale determinata dall’impiego dei cereali nella produzione di energia. Queste colture che pur rappresentano una buona occasione di reddito non cambieranno la vocazione ortofrutticola e vitivinicola del nostro territorio, ma rappresentano una buona fonte per la diversificazione e per i terreni più poveri.

Il PSR e il PRIP appaiono strumenti utili a affrontare questi temi in termini di rafforzamento della competitività del sistema agricolo indirizzando risorse al sostegno della componente agricola in grado di creare reddito e di concorrere alla crescita economica e sostenibile del territorio. Sostenere cioè quelle imprese in grado di impegnarsi nella innovazione produttiva, organizzativa e commerciale, con una particolare attenzione alle filiere, evitando la polverizzazione degli aiuti.

L’attenzione alle domanda del consumatore, crescita della distintività del prodotto, la valorizzazione dei marchi, la sicurezza alimentare, l’aggregazione delle imprese, l’integrazione dei soggetti operanti nelle diverse filiere, con particolare attenzione al lavoro dipendente, in modo da rendere fruibile il trasferimento delle conoscenze, l’innovazione di processo e di prodotto e la razionalizzazione della logistica e della commercializzazione, devono essere perseguiti se si vuole vincere la sfida di un’agricoltura in profondo cambiamento.

In un sistema che persegue questi obiettivi la qualità del lavoro in tutte le sue componenti è una priorità fondamentale ed imprescindibile, una agricoltura di qualità non può ricercare gli elementi di competitività nella contrazione del costo del lavoro ma nella sua valorizzazione come elemento di ricchezza dell’impresa.

Il ricambio generazionale in agricoltura sia della componente imprenditoriale che del lavoro dipendente deve essere sostenuta da prospettive di reddito in linea con gli altri settori.

Un modello competitivo del genere descritto non può prescindere da elementi quali il consolidamento, la valorizzazione, la qualificazione e lo sviluppo delle competenze professionali dei lavoratori dipendenti, nel contesto di una occupazione buona e regolare.

Rilevantissimo è il fenomeno della manodopera immigrata che rappresenta oramai il 35% dei lavoratori iscritti negli elenchi anagrafici (dato 2006), in quest’ambito si registrano casi di lavoro nero, grigio e caporalato anche nella nostra provincia. Tale fenomeno deve essere monitorato congiuntamente dalle parti al fine intraprendere tutte le azioni possibili per scoraggiarlo e perseguirlo. Il lavoratore immigrato è una risorsa fondamentale per la nostra agricoltura e ne va favorita l’integrazione lavorativa e sociale.

Sicurezza sul lavoro, prevenzione infortuni e formazione sono temi che devono permeare il nostro lavoro presente e futuro. La costituzione degli RLS per le imprese strutturate e degli RLST per la miriade di aziende medie e piccole deve essere un preciso impegno che le parti rinnovano in questa tornata contrattuale. La costituzione del fondo per la formazione continua in agricoltura e la previsione del contributo dello 0,30 previsto nell’accordo del 21 settembre 2007 tra datori di lavoro governo e sindacati è strumento importante che aggiunto ai fondi già esistenti può dare una svolta importante al tema della qualificazione dei soggetti del settore.

RELAZIONI SINDACALI – OSSERVATORI

L’osservatorio ha iniziato in questi ultimi anni a svolgere il ruolo di confronto e analisi del settore agricolo provinciale divenendo lo strumento dove svolgere le relazioni sindacali, ma appare ancora parziale in relazione al suo effettivo potenziale.

Oltre alla fattiva applicazione di quanto già previsto si richiede di aggiungere nelle tematiche di confronto l’analisi della condizione abitativa dei migranti occupati in agricoltura e di rendere più stringente la fornitura dei dati relativi agli occupati, ai lavoratori neocomunitari ed extracomunitari e agli andamenti economici del settore con la fornitura di report. Nel proprio lavoro l’osservatorio dovrà rapportarsi con gli istituti e gli enti del settore agricolo.

L’osservatorio dovrà inoltre divenire un momento di elaborazione per un azione congiunta nei confronti della Provincia sulle tematiche del mercato del lavoro, incontro domanda – offerta e contrasto al lavoro nero.

FORMAZIONE PROFESSIONALE

La formazione deve divenire uno strumento reale di qualificazione dei lavoratori, pertanto vanno previste azioni che ne determinino l’attuazione con questo obiettivo.

Costituzione del Centro di Formazione Agricolo recependo la nuova stesura del CCNL stabilendo che è l’Osservatorio il luogo deputato all’analisi, l’elaborazione e la proposta dei progetti in tema di formazione continua.

ASSUNZIONE

Il contratto scritto con modello standard per le assunzioni dei lavoratori a tempo determinato và esteso a tutti contratti.

Per i lavoratori extracomunitari prevedere un modello tradotto nella lingua di origine del lavoratore.

RIASSUNZIONE

Obbligo per le aziende di consegna con l’ultima busta paga del modello per la riassunzione.

Per una reale attuazione del diritto è necessario stabilire che il diritto alla riassunzione è per un numero minimo di giornate pari a quelle svolte l’anno precedente.

Per i lavoratori che svolgono almeno 101 GG. nel settore si richiede la riassunzione automatica anche con il consolidamento all’interno di convenzioni pluriennali e/o pluriaziendali.

CLASSIFICAZIONE

La classificazione del C.P.L. è per molti aspetti non adeguata ai tempi e alle figure professionali ora presenti nel settore; questo rinnovo dovrà essere il momento di un aggiornamento delle declaratorie. In particolare l’attuale classificazione mostra forti carenze nel settore della manutenzione del verde e del florovivaismo con la necessità dell’implementazione di queste figure. Alcune figure appaiono inoltre sotto-inquadrate in relazione alla loro professionalità pertanto nell’analisi si deve portarli al livello proprio delle loro mansioni.

RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA

I lavoratori devono essere pagati sempre con la tariffa per qualifica.

PRIMA ASSUNZIONE

Soppressione dell’Area non professionalizzata, Livello Comune.

SOSTE, INTERRUZIONI

Adeguare indennizzo in caso di sosta forzata a 6,00 Euro.

INDENNITÀ PER LAVORI DISAGIATI E PESANTI

Si richiede l’incremento dell’indennità prevista dall’Art. 13 del C.P.L.

Verifica ed eventuali aggiunte delle mansioni attualmente previste.

RIMBORSO SPESE – TRASFERTE DIARIE

Innalzare la percentuale sul costo della benzina al 25%.

PERMESSI STRAORDINARI

Introdurre un giorno retribuito per il padre in caso di nascita di un figlio o adozione e affido.

LAVORI IN APPALTO

Prevedere l’obbligo di informazione e confronto preventivi in caso di effettuazione di lavori in appalto.

PREVIDENZA INTEGRATIVA

Obbligo per le aziende al momento dell’assunzione della consegna della nota sintetica e del modulo di adesione relativi al fondo contrattuale.

Obbligo per le aziende in caso di adesione del lavoratore al fondo contrattuale di spedizione del modulo stesso.

SICUREZZA SUL LAVORO

Dare piena operatività all’Accordo Provinciale per la gestione della 626/94 con l’introduzione degli R.L.S. territoriali e la modifica della soglia delle giornate per l’elezione del R.LS. aziendale.

Aumentare il contributo al Fondo per la sicurezza.

LAVORATORI MIGRANTI

Per una reale integrazione di questi lavoratori che stanno divenendo sempre più una parte fondamentale del mercato del lavoro agricolo prevedere corsi di lingua finanziati dalle aziende e la traduzione in lingua di tutta la documentazione fornita ai lavoratori stessi (C.P.L. , Normativa sulla sicurezza, Contratto di assunzione, ….).

I corsi di lingua per i lavoratori migranti verranno considerati secondo la normativa prevista per il recupero scolastico (150 ore).

Prevedere un periodo di permesso lungo in caso di rientro al paese di origine.

Introdurre una normativa che tenga conto delle tradizioni e delle sensibilità religiose.

FIMAV

Introdurre le modifiche apportate negli ultimi anni con l’adeguamento delle prestazioni e arrivare alla reale applicazione di quanto stabilito dal CCNL. Facilitare l’implementazione dei dati riguardanti i lavoratori impiegati e le giornate lavorate, allo scopo di rendere agevole l’operatività e il riscontro dei versamenti e permettere l’elaborazione dei dati necessari alle analisi dell’osservatorio

ANTICIPAZIONE TRATTAMENTI ASSISTENZIALI

Recepire quanto stabilito dal Art. 61 CCNL stabilendo l’obbligo per le aziende agricole di anticipare le indennità di legge a carico degli Istituti previdenziali e assicurativi relativamente agli assegni per il nucleo familiare, alla malattia, agli infortuni e alla cassa integrazione.

AUMENTI SALARIALI

Come previsto dal CCNL è compito del C.P.L. salvaguardare il potere di acquisto delle retribuzione si richiede, pertanto, un aumento pari a € 60 mensili al livello di operaio Comune parametro 100 da riparametrare.

SALARIO VARIABILE

Si richiede l’attivazione di sistema di salario variabile che al raggiungimento di obiettivi condivisi di produttività e redditività su base aziendale, o in assenza provinciale, stabilisca una quota di salario aggiuntivo individuati anche distintamente per settori merceologici.

In mancanza della definizione di tali meccanismi di salario variabile, si richiede una quota di salario da erogare a tutti i dipendenti, come stabilito dal CCNL.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali si riservano eventuali ulteriori e possibili richieste e proposte da avanzare in sede di trattativa.

FAI-CISL FLAI-CGIL UILA-UIL

Ravenna, 28 Settembre 2007

 

 

 
 

 

 

 

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