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PIATTAFORMA RINNOVO C.P.L. AZIENDE AGRICOLE
PRIVATE
PROVINCIA DI RAVENNA
PREMESSA
Lo scenario della agricoltura ravennate
ci riporta l’immagine di un settore in profonda evoluzione che fatica ad
attrezzarsi rispetto alle sfide che il mercato globale, la diminuzione
degli aiuti pubblici e la crisi energetica prospettano. Il nostro sistema
agroalimentare rappresenta tutt’oggi una eccellenza in ambito regionale e
nazionale e, per rimanere tale, deve fare i conti con l’eccessiva
frammentazione del sistema agricolo, costituito da un rilevante numero di
aziende con ridotte dimensioni in termini superficie (media intorno ai 6/7
ettari), l’età media degli imprenditori agricoli che per la ns. provincia
si aggira sui 60 anni, l’aumento dei costi di produzione dovuti al costo
dell’energia, la difficoltà di proporre le proprie distintività sui
mercati internazionali, la diminuzione del grado di integrazione delle
filiere agroalimentari, l’eccessivo peso della logistica nella
determinazione del prezzo del prodotto e un impegno insufficiente verso la
ricerca di nuove varietà colturali e dei mezzi di produzione, causato da
una difficoltà di integrazione tra università, enti di ricerca e
produzione.
La revisione PAC, le OCM approvate in
seguito e la revisione di medio termine della stessa PAC, prevista per il
2008, rendono ancora più urgente la soluzione delle criticità evidenziate.
Il pagamento unico aziendale, il
disastro della OCM zucchero, la nuova OCM ortofrutta, la prossima OCM vino
sono sfide che possono essere vinte.
I dati diffusi dall’Osservatorio
Agroalimentare Regionale per l’anno 2006 fanno registrare un certo
ottimismo nella capacità di reagire del nostro sistema. A fronte di un
aumento della PLV del 2,6% si registra un aumento del reddito netto
aziendale che va dal 52% dell’ortofrutta, al 50% del vitivinicolo e al 50%
per i seminativi.
La nuova opportunità
delle colture no food, in particolare quelle agroenergetiche, offrono una
alternativa valida alla coltura della barbabietola, lo stesso è per i
seminativi, in particolare il grano, che offre una buona marginalità a
fronte di consistenti aumenti del prezzo dovuti ad una maggiore domanda
mondiale determinata dall’impiego dei cereali nella produzione di energia.
Queste colture che pur rappresentano una buona occasione di reddito non
cambieranno la vocazione ortofrutticola e vitivinicola del nostro
territorio, ma rappresentano una buona fonte per la diversificazione e per
i terreni più poveri.
Il PSR e il PRIP appaiono
strumenti utili a affrontare questi temi in termini di rafforzamento della
competitività del sistema agricolo indirizzando risorse al sostegno della
componente agricola in grado di creare reddito e di concorrere alla
crescita economica e sostenibile del territorio. Sostenere cioè quelle
imprese in grado di impegnarsi nella innovazione produttiva, organizzativa
e commerciale, con una particolare attenzione alle filiere, evitando la
polverizzazione degli aiuti.
L’attenzione alle domanda del
consumatore, crescita della distintività del prodotto, la valorizzazione
dei marchi, la sicurezza alimentare, l’aggregazione delle imprese,
l’integrazione dei soggetti operanti nelle diverse filiere, con
particolare attenzione al lavoro dipendente, in modo da rendere fruibile
il trasferimento delle conoscenze, l’innovazione di processo e di prodotto
e la razionalizzazione della logistica e della commercializzazione, devono
essere perseguiti se si vuole vincere la sfida di un’agricoltura in
profondo cambiamento.
In un sistema che persegue questi
obiettivi la qualità del lavoro in tutte le sue componenti è una priorità
fondamentale ed imprescindibile, una agricoltura di qualità non può
ricercare gli elementi di competitività nella contrazione del costo del
lavoro ma nella sua valorizzazione come elemento di ricchezza
dell’impresa.
Il ricambio generazionale in agricoltura
sia della componente imprenditoriale che del lavoro dipendente deve essere
sostenuta da prospettive di reddito in linea con gli altri settori.
Un modello competitivo del genere
descritto non può prescindere da elementi quali il consolidamento, la
valorizzazione, la qualificazione e lo sviluppo delle competenze
professionali dei lavoratori dipendenti, nel contesto di una occupazione
buona e regolare.
Rilevantissimo è il fenomeno della
manodopera immigrata che rappresenta oramai il 35% dei lavoratori iscritti
negli elenchi anagrafici (dato 2006), in quest’ambito si registrano casi
di lavoro nero, grigio e caporalato anche nella nostra provincia. Tale
fenomeno deve essere monitorato congiuntamente dalle parti al fine
intraprendere tutte le azioni possibili per scoraggiarlo e perseguirlo. Il
lavoratore immigrato è una risorsa fondamentale per la nostra agricoltura
e ne va favorita l’integrazione lavorativa e sociale.
Sicurezza sul lavoro, prevenzione
infortuni e formazione sono temi che devono permeare il nostro lavoro
presente e futuro. La costituzione degli RLS per le imprese strutturate e
degli RLST per la miriade di aziende medie e piccole deve essere un
preciso impegno che le parti rinnovano in questa tornata contrattuale. La
costituzione del fondo per la formazione continua in agricoltura e la
previsione del contributo dello 0,30 previsto nell’accordo del 21
settembre 2007 tra datori di lavoro governo e sindacati è strumento
importante che aggiunto ai fondi già esistenti può dare una svolta
importante al tema della qualificazione dei soggetti del settore.
RELAZIONI SINDACALI – OSSERVATORI
L’osservatorio ha iniziato in questi
ultimi anni a svolgere il ruolo di confronto e analisi del settore
agricolo provinciale divenendo lo strumento dove svolgere le relazioni
sindacali, ma appare ancora parziale in relazione al suo effettivo
potenziale.
Oltre alla fattiva applicazione di
quanto già previsto si richiede di aggiungere nelle tematiche di confronto
l’analisi della condizione abitativa dei migranti occupati in agricoltura
e di rendere più stringente la fornitura dei dati relativi agli occupati,
ai lavoratori neocomunitari ed extracomunitari e agli andamenti economici
del settore con la fornitura di report. Nel proprio lavoro l’osservatorio
dovrà rapportarsi con gli istituti e gli enti del settore agricolo.
L’osservatorio dovrà inoltre divenire un
momento di elaborazione per un azione congiunta nei confronti della
Provincia sulle tematiche del mercato del lavoro, incontro domanda –
offerta e contrasto al lavoro nero.
FORMAZIONE PROFESSIONALE
La formazione deve divenire uno
strumento reale di qualificazione dei lavoratori, pertanto vanno previste
azioni che ne determinino l’attuazione con questo obiettivo.
Costituzione del Centro di Formazione
Agricolo recependo la nuova stesura del CCNL stabilendo che è
l’Osservatorio il luogo deputato all’analisi, l’elaborazione e la proposta
dei progetti in tema di formazione continua.
ASSUNZIONE
Il contratto scritto con modello standard
per le assunzioni dei lavoratori a tempo determinato và esteso a tutti
contratti.
Per i lavoratori extracomunitari
prevedere un modello tradotto nella lingua di origine del lavoratore.
RIASSUNZIONE
Obbligo per le aziende di consegna con
l’ultima busta paga del modello per la riassunzione.
Per una reale attuazione del diritto è
necessario stabilire che il diritto alla riassunzione è per un numero
minimo di giornate pari a quelle svolte l’anno precedente.
Per i lavoratori che svolgono almeno 101
GG. nel settore si richiede la riassunzione automatica anche con il
consolidamento all’interno di convenzioni pluriennali e/o pluriaziendali.
CLASSIFICAZIONE
La classificazione del C.P.L. è per molti aspetti non
adeguata ai tempi e alle figure professionali ora presenti nel settore;
questo rinnovo dovrà essere il momento di un aggiornamento delle
declaratorie. In particolare l’attuale classificazione mostra forti
carenze nel settore della manutenzione del verde e del florovivaismo con
la necessità dell’implementazione di queste figure. Alcune figure appaiono
inoltre sotto-inquadrate in relazione alla loro professionalità pertanto
nell’analisi si deve portarli al livello proprio delle loro mansioni.
RICONOSCIMENTO DELLA QUALIFICA
I lavoratori devono essere pagati sempre con la tariffa
per qualifica.
PRIMA ASSUNZIONE
Soppressione dell’Area non professionalizzata, Livello
Comune.
SOSTE, INTERRUZIONI
Adeguare indennizzo in caso di sosta forzata a 6,00
Euro.
INDENNITÀ PER LAVORI DISAGIATI E PESANTI
Si richiede l’incremento dell’indennità
prevista dall’Art. 13 del C.P.L.
Verifica ed eventuali aggiunte delle
mansioni attualmente previste.
RIMBORSO SPESE – TRASFERTE DIARIE
Innalzare la percentuale sul costo della benzina al
25%.
PERMESSI STRAORDINARI
Introdurre un giorno retribuito per il padre in caso di
nascita di un figlio o adozione e affido.
LAVORI IN APPALTO
Prevedere l’obbligo di informazione e confronto
preventivi in caso di effettuazione di lavori in appalto.
PREVIDENZA INTEGRATIVA
Obbligo per le aziende al momento
dell’assunzione della consegna della nota sintetica e del modulo di
adesione relativi al fondo contrattuale.
Obbligo per le aziende in caso di
adesione del lavoratore al fondo contrattuale di spedizione del modulo
stesso.
SICUREZZA SUL LAVORO
Dare piena operatività all’Accordo
Provinciale per la gestione della 626/94 con l’introduzione degli R.L.S.
territoriali e la modifica della soglia delle giornate per l’elezione del
R.LS. aziendale.
Aumentare il contributo al Fondo per la
sicurezza.
LAVORATORI MIGRANTI
Per una reale integrazione di questi
lavoratori che stanno divenendo sempre più una parte fondamentale del
mercato del lavoro agricolo prevedere corsi di lingua finanziati dalle
aziende e la traduzione in lingua di tutta la documentazione fornita ai
lavoratori stessi (C.P.L. , Normativa sulla sicurezza, Contratto di
assunzione, ….).
I corsi di lingua per i lavoratori
migranti verranno considerati secondo la normativa prevista per il
recupero scolastico (150 ore).
Prevedere un periodo di permesso lungo in
caso di rientro al paese di origine.
Introdurre una normativa che tenga conto
delle tradizioni e delle sensibilità religiose.
FIMAV
Introdurre le modifiche apportate negli ultimi anni con
l’adeguamento delle prestazioni e arrivare alla reale applicazione di
quanto stabilito dal CCNL. Facilitare l’implementazione dei dati
riguardanti i lavoratori impiegati e le giornate lavorate, allo scopo di
rendere agevole l’operatività e il riscontro dei versamenti e permettere
l’elaborazione dei dati necessari alle analisi dell’osservatorio
ANTICIPAZIONE TRATTAMENTI ASSISTENZIALI
Recepire quanto stabilito dal Art. 61 CCNL stabilendo
l’obbligo per le aziende agricole di anticipare le indennità di legge a
carico degli Istituti previdenziali e assicurativi relativamente agli
assegni per il nucleo familiare, alla malattia, agli infortuni e alla
cassa integrazione.
AUMENTI SALARIALI
Come previsto dal CCNL è compito del C.P.L.
salvaguardare il potere di acquisto delle retribuzione si richiede,
pertanto, un aumento pari a € 60 mensili al livello di operaio Comune
parametro 100 da riparametrare.
SALARIO VARIABILE
Si richiede l’attivazione di sistema di
salario variabile che al raggiungimento di obiettivi condivisi di
produttività e redditività su base aziendale, o in assenza provinciale,
stabilisca una quota di salario aggiuntivo individuati anche distintamente
per settori merceologici.
In mancanza della definizione di tali
meccanismi di salario variabile, si richiede una quota di salario da
erogare a tutti i dipendenti, come stabilito dal CCNL.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali si riservano
eventuali ulteriori e possibili richieste e proposte da avanzare in sede
di trattativa.
FAI-CISL FLAI-CGIL
UILA-UIL
Ravenna, 28 Settembre
2007
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